Luigi Torreggiani
fotografie

La Memoria delle Cose

"L’artista è un collezionista di immagini che raccoglie le cose con gli occhi. Il segreto della fotografia è che la macchina assume il carattere e la personalità di chi la tiene in mano. La mente lavora attraverso la macchina"
Walker Evans


"C’è il clima del tempo che fu, la storia di cui ciascun oggetto è portatore, il sentimento di amore per le cose del passato, che appartengono all’uomo; c’è il voler consapevolmente e fermamente documentare e narrare un mondo - come in questo caso la Fiera Antiquaria - con un mezzo del passato e attraverso stampe realizzate autonomamente in camera oscura: soggetto desueto, macchina antica e stampa alla vecchia maniera. Non esiste nulla di scontato"
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Tiziana Tommei
curatrice d'arte


Le immagini che compongono questo progetto sono raccolte lungo numerose edizioni delle Fiera Antiquaria di Arezzo, evento che ogni volta mi da la possibilità non solo di vivere il "sentimento delle cose", passate o presenti che siano, ma anche di interrogarmi sul valore degli oggetti e sulla loro capacità di narrare una storia, la nostra storia. Questo progetto è realizzato interamente in analogico; le fotografie sono sviluppate e stampate da me stesso. Questa scelta non rappresenta una nostalgia o un mero esercizio di stile, ma fa parte dello stesso concetto che ha mosso in me questa ricerca continua: studiando gli oggetti, oservandoli e dando a loro la parola, creo a mia volta altri oggetti concreti, fisici: il negativo, ovvero la matrice, e la stampa, cioè il risultato unico, mai uguale a se stesso. Ecco cosa cerco e cosa voglio raccontare: la memoria delle cose, la nostra memoria, l'infinita potenza e fantasia racchiusa negli oggetti e il mistero così affascinante della fotografia, questa strana invenzione che grazie a un ritaglio di realtà, sia in senso spaziale che temporale, è in grado di dare il via a infinite idee, riflessioni, emozioni. Scovare un'inquadratura che permetta a più oggetti di dialogare equivale per me a scrivere le prime dieci righe di una favola. Ognuno di noi è libero di proseguire il racconto, rimanendo però ancorato a una memoria collettiva.


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