Luigi Torreggiani
fotografie
10 / 42 enlarge slideshow
11 / 42 enlarge slideshow
12 / 42 enlarge slideshow
13 / 42 enlarge slideshow
14 / 42 enlarge slideshow
15 / 42 enlarge slideshow
16 / 42 enlarge slideshow
17 / 42 enlarge slideshow
18 / 42 enlarge slideshow
19 / 42 enlarge slideshow
20 / 42 enlarge slideshow
21 / 42 enlarge slideshow
22 / 42 enlarge slideshow
23 / 42 enlarge slideshow
24 / 42 enlarge slideshow
25 / 42 enlarge slideshow
26 / 42 enlarge slideshow
27 / 42 enlarge slideshow
28 / 42 enlarge slideshow
29 / 42 enlarge slideshow
30 / 42 enlarge slideshow
31 / 42 enlarge slideshow
32 / 42 enlarge slideshow
33 / 42 enlarge slideshow
34 / 42 enlarge slideshow
35 / 42 enlarge slideshow
36 / 42 enlarge slideshow
37 / 42 enlarge slideshow
38 / 42 enlarge slideshow
39 / 42 enlarge slideshow
40 / 42 enlarge slideshow
41 / 42 enlarge slideshow
42 / 42 enlarge slideshow

Cartoline dal mio paese

"Cerco di creare un dialogo con il luogo: io lo esploro, lui mi rimanda delle cose."
Gabriele Basilico

Un vecchio libretto a fisarmonica di "vedute artistiche" ritrovato da un amico in discarica e salvato dal macero.
Sedici cartoline "a beneficio opere parrocchiali" che ritraggono i luoghi più noti di Sarmato (Piacenza), il paese dove sono cresciuto, il mio paese, negli anni '40 del Secolo scorso.
Un mio primo tentativo di replicare le esatte inquadrature di quelle immagini.
Poi, una domanda.

"Ma se quel fotografo anonimo, probabilmente abituato a scattare centinaia di foto uguali, per un qualsiasi motivo si fosse dovuto fermare proprio qui, a Sarmato, per diverso tempo... Dopo le chiese, il castello, il municipio e le scuole, i luoghi classici fotografati per lavoro, di paese in paese, di giorno in giorno, verso cosa avrebbe puntato il suo obiettivo?".

In quegli stessi anni in cui sono state realizzate le cartoline di Sarmato ritrovate in discarica, in America, Walker Evans realizzava i suoi scatti più famosi per la Farm Security Administration, fotografando in "stile documentario" i luoghi della Grande depressione e portando così un nuovo modo di vedere e nuovi soggetti alla storia della fotografia.

Ho immaginato di essere quel fotografo anonimo.
Ho proseguito idealmente il suo lavoro, immaginandolo staccarsi dalla "commessa" e avvicinarsi, passo dopo passo, alla nuova visione di Evans, a quelle "carezze fatte al mondo" (come le definì Celati, citato poi da Ghirri) che vorrei idealmente fare al mio paese.




loading